Tuttofaunpomale: un bi-blog

   amenita' di un inguaribile polemico e del suo amico strano

 

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Don Chisicotte, Cervantes
Il porto delle nebbie, Simenon
Utz, Chatwin
Io, robot, I. Asimov
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L'opera struggente di un
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Twin Peaks, D. Lynch
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eXistenZ, D. Cronenberg
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Casomai, A. D'Alatri
La cena dei cretini, F. Veber
Fight Club, D. Fincher
The dreamers, Bertolucci
Buongiorno notte, Bellocchio
La meglio gioventu'M.T.Giordana


venerdì, luglio 11
 
Letture intriganti - The Copenhagen Papers by Frayn & Burke

copC'e' qualcosa di piu' potenzialmente esplosivo di due amici che s'ingannano a vicenda? Probabilmente no, a meno che, come in questo bel libricino, i due amici si fermino poco prima del disastro.

Il primo amico e', Michael Frayn  l'autore di "Copenhagen", il play teatrale di successo dove si mette in scena l'incontro  fra Heisenberg, il grande fisico al lavoro sull'atomica tedesca durante la seconda guerra mondiale, e Bohr, il suo amico e collega danese, uno dei fondatori della teoria quantistica e della nuova fisica del 900, nella Danimarca occupata dai nazisti.   L'incontro e' avvolto nel mistero, cosi' come e' misteriosa la prigionia di Heisengerb e altri suoi colleghi tedeschi che alla fine delle ostilita' per diversi mesi vengono segretamente custoditi dagli inglesi in una villa di campagna, Farm Hall, col fine di capire quanto vicini fossero i tedeschi alla bomba.

L'attore David Burke impersona Bohr nel play di "Copenhagen", come Frayn e' affascinato dal mistero della storia e dall'amicizia (interrotta) dei due grandi fisici, ma e' anche un gran simpaticone, e decide di preparare questo scherzo al suo sceneggiatore: gli fa pervenire, spediti da una certa signora Celia, alcuni fogli che sembrano essere il diario tenuto durante la prigionia da uno dei fisci rinchiusi a Farm Hall.  Frayn cade nella trappola, spera esaltato che questi nuovi documenti possano svelare cosa sia successo a Farm Hall, quanto Heisenberg sapesse davvero sulle reazioni nucleari, il suo rapporto con Bohr. Frayn inizia a tradurre i documenti, ne chiede a Celia di nuovi, chiede aiuto ad amici, fisici e traduttori coinvolgendoli nell'inganno.; fino a che, grazie alla soffiata di un altro attore, scopre di essere caduto in una trappola, il cui autore e' proprio il suo amico Burke.

La storia qua si fa complicata, perche' per non svelare l'identita' della spia Frayn non fa saltare completamente il gioco, e non rivela a Burke la scoperta.  Burke da parte sua capisce che Frayn ha dei dubbi  ma non puo' sapere che Frayn e' anche a conoscenza dell'autore dell'inganno. Sarebbe questa la situazione spettacolare e perfetta per scavare nell'animo e nel rapporto dei due amici, il truffatore coi sensi di colpa, l'ingannato con la vergogna e il rancore per essersi fatto imbrogliare, E invece qua lo scritto perde d'interesse, perche' invece d'entrare nell'intimo e nel personale gli autori cominciano a vagheggiare discutendo di realta' e percezione, mondi immaginari e possibili od impossibili e simili astrusita',  e fanno finire tutto a tarallucci e vino e amici come prima.  Rimanendo cosi' una lettura intrigante, ma anche un'occasione persa.
scritto da claudiopaga 22:22 | commenti


lunedì, luglio 07
 
La guida per andare al cinema d'estate preparati.

Contrariamente alla tradizione italica, l'estate negli stati uniti e' la stagione dei blockbuster e dei grandi incassi al cinema, in quanto all'americano accaldato e lontano migliaia di miglia dal mare non rimane altro che rifugiarsi in sala per godersi la frescura dell'aria condizionata e i popcorn immersi nel burro.  Ed io, molto reattivo nell'assimilare gli usi e costumi locali, faccio lo stesso.  L'annata scorsa era stata fantastica, in compagnia di Sam, tipa inglese appassionata di cinema horror non c'eravamo persi neanche un'uscita, quest'estate invece con Sara, fan dei megaeroi e degli action movies bisogna sapersi accontentare, ci son tanti film discreti ma nessun capolovoro.  Ma eccoli qua in ordine di visione.


WALL-E (2008)walle
E' la delusione del gruppo, a causa delle esagerate Great Expectations, come scriveva Dickens.  E questa piu' che una critica al film e' una critica alla critica: Immagino sia "cool" fra gli esperti cinematografici cantare lodi speriticate e lanciarsi in analisi immaginifiche e francamente imbarazzanti causa eccessivo lecchinaggio stile capigliatura di Panucci a qualsiasi cosa esca  dagli studi della Pixar, geniale casa di film d'animazione.  Cosi' io vado al cinema aspettandomi il capolavoro dell'anno, perdipiu' di fantascienza, e mi ritrovo con la solita storiella  dell'eroe che trova l'amore e salva a modo suo il mondo (con l'aggravante che questa volta la tipa e' un robot asessuato).
Fra le cose che non funzionano, quella principale penso sia che da dei protagonisti-robot puoi cavare solo quel tot d'umanita' (sopratutto se riescono a spiccicare 2 parole di numero) e quindi d'interesse.  Insomma, io per un robot raccogli-spazzatura simpatizzo anche, ma se i suoi circuiti di mille valvole vanno in tilt, beh, ce ne si fa una ragione e si passa a pensare ad altro.  Un secondo importante problema e' che sara' il 50esimo film catastrofico degli ultimi 10 anni, mi son scassato i maroni di vedere citta' deserte e abbandonate, ormai son piu' prevedibili di uno scudetto all'inter (eheh).  A sentire i soliti critici sembra quasi che WALL-E  per la prima volta sugli schermi genialmene intuisca la cattiva strada sulla quale si e' messa l'umanita', quando invece questa e' chiaramente la tesi di base di tutto il genere fanta-catastrofista dai tempi della guerra fredda, anni 50 o giu' di li' direi. Inoltre, il citazionismo, in primis di "2001", talmente estremo da essere al limite del plagio. Con l'aggravante che HAL all'insubordinazione c'arriva quasi costretto dalla sua fragilita' (umanita'?) qua invece la rivolta arriva di punto in bianco, con i robot che decidono in modo bizzarro che e' ora di fare a modo loro.
Infine, qualcuno mi deve spiegare perche' in WALL-E l'uomo, abbandonata la Terra, debba volare nell'iperspazio, passare galassie e arrivare a milioni di anni luce di distanza e non si possa invece comodamente parcheggiare con la sua astronave in una comoda orbita attorno al sole, se l'obiettivo ultimo e' comunque far ritorno a casa. Ma come dicevo, non ce l'ho col film, e' la critica menzognera che mi fa incazzare. 3 secchielli al film e 0 biglie alla critica.

The Happening (2008)
Specularmente, se della PIXAR si puo' solo parlar bene delle nuove uscite di Shyamalan (il regista del Sesto senso) bisogna per forza dirne di tutti i colori, e' un po' il Mastella di Hollywood.
Invece The Happening si fonda su una felice intuizione, l'inspiegabile suicidio di massa degli abitanti delle grandi metropoli della costa Est, New York, Philadelphia e compagnia.  Il film ben alimenta la curiosita' per la pandaricerca della causa scatenante della follia, sorprende e anche affascina e disgusta con le incredibili tecniche suicide che si sviluppano con il diffondersi prediso e quasi ineluttabile del contagio.  L'altro aspetto interessante del film e' la direzione degli attori che costituiscono il piccolo gruppo di superstiti in fuga, che recitano come se posseduti da una calma e quasi fredda razionalita' mentre il mondo attorno a loro sta crollando.  Al posto delle solite scene d'isteria e delle gesta da supereroi si rimane incuriositi dall'atteggiamento protagonisti, dalle loro reazioni di fronte al pericolo e alla orribile fine che si avvicina, e il film cosi' si guadagna 3 ombrelloni e una sdraio.

Kung-fu Panda (2008)
Un gigantesco panda (voce del grande Jack Black) viene scelto dal destino per combattere la grande minaccia  al regno, la cattvissima tigre Tai Lung appena fuggita dalla prigione di massima sicurezza in cerca di vendetta.  La vicenda e' simpatica, come direbbe Moratti, i personaggi ben riusciti, il ritmo sostenuto e un sacco di gags regalano a questo film 3 conchiglie e mezzo secchiello.

(fine primo tempo, la guida estiva al cinema continua col prossimo post con GET SMART, HANCOCK)
scritto da claudiopaga 22:52 | commenti


venerdì, giugno 27
 
The Bridges Of Madison County, by Robert James Waller

bridge
E' forse in assoluto il primo libro di narrativa romantica che mi capita di leggere, l'ho iniziato alla festa di Pi, una ragazza croata che celebrava il quinto anniversario dei suoi 26 anni, e viste le dimensioni ridotte del tomo le ho chiesto se potevo prenderlo in prestito per finirlo a casa.  La brevita' del romanzo e' anche una delle sue qualita' migliori, non perche' il libro sia una ciste, anzi, e' che cosi' questo Walker riesce a mantenere uno stile bello intenso e asciutto per tutta la lunghezza della storia, che, alquanto bizzarra, rischierebbe altrimenti di perdersi nel troppo assurdo o nel troppo mieloso. Tra l'altro nell'introduzione al romanzo  Walker ci fa sapere com'e' nato il libro, dicendoci che la storia che sta per narrare e' realmente accaduta, dando cosi' piu' forte credibilita' ed emotivita' al racconto.

La storia mi aveva in un primo momento tratto in inganno, avendola scambiata per un romanzo "sociale" di celebrazione dell'individualita' in un ambiente chiuso nei suoi stereotipi e pregiudizi come quello dell'Iowa conservatrice, uno degli anonimi stati  nel mezzo delgi stati uniti. Nelle atmosfere il romanzo mi ricordava quelle rurali di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, con la sua gente forte e genuina, semplice e un po' rozza che cerca d'adattarsi a vivere nel miglior modo possibile in zone inospitali e dimenticate da Dio.  Quell'America un po' mitica e romantica che paradossalmente sembra avere la forza di generare delle figure straordinarie, come le Idgie e Ruth dei fried green tomatoes (a proposito, una volta ho provato la ricetta e con mia grande sorpresa non e' stato un completo disastro) e la coppia di amanti dei ponti di Madison.

Lui, Robert, fotografo per National Geographic, e' nella contea per fotografarne i famosi ponti coperti dove incontra casualmente Francesca, moglie del fattore Richard casualmente in trasferta assieme ai figli ad una fiera di paese, e vivono quattro giorni di straordinaria passione carnale e comunione spirituale per poi lasciarsi per sempre e tornare alle loro vite "normali".   Ma c'era un'aspetto del romanzo "sociale" che non mi tornava, come mai tutta questa fama per un racconto sull'esaltazione dell'adulterio pubblicato nel 1992? sarebbe forse stato "rivoluzionario" e d'impatto sociale se scritto 30 anni prima, ma non certo nell'anno in cui bill clinton entrava alla casa bianca.  E infatti mi ero sbagliato, perche' con lo scorrere delle pagine la critica "sociale" scompare quasi completamente per lasciare spazio all'aspetto piu' privato e "spirituale' del rapporto fra i due amanti, i loro gesti, le loro parole la loro passione.

Ora io non sono un esperto di romanzi d'amore ma come dicevo Walker ha un'intuizione molto saggia scegliendo un passo semplice e snello puntando sulla forza emotivita del racconto, perche' invece la personalita' degli amanti inizia man mano a scricchiolare; quasi inesistente quella di Francesca, che si abbandona senza resistenze al rapporto con Robert, e troppo estrema quella del fotografo-viaggiatore solitario, che cita passi di poeti mentre amoreggia e si considera chissa' perche' l'ultimo cowboy sulla terra. E qui si dimostra anche molto azzeccato il "trucco" di Walker di rivelarci della veridicita' della storia, perche' quell'illusione riesce a tenerci incollati alle pagine del libro fino alla conclusione, molto ben riuscita, in cui Walker ci fa fare un salto di vent'anni e ci parla degli ultimi giorni dei  due amanti  e ci svela come siano riusciti a tenere il segreto della loro relazione negli anni.  Alla fine sono ancora qua perplesso, perche' non mi e' chiaro se abbia letto un mezzo capolavoro o una mezza patacca, ma di sicuro e' una lettura  che non lascia indifferenti.
scritto da claudiopaga 23:54 | commenti


lunedì, giugno 23
 
Uneffective soccer in the happy valley (Eurocup 2008)

spanish-fanE' piu' semplice durante il weekend, ma anche nei giorni lavorativi un modo lo si trova sempre per fuggire dai laboratori o dagli uffici per trovarsi da Pickle's, l'English pub del centro, e vedersi la partita dell'europeo in compagnia. 

La prima era andata malissimo, gli olandesi  erano tutti in orange e con degli enormi cappelli in stile corona reale, non riuscivano a credere ai loro occhi esternando le loro intime emozioni con un macello assordante.  Noi azzurri si doveva subire in silenzio, o al massimo lamentandosi della precaria forma del Materazzi o della brillantezza del centrocampo del milan e prendendosela col guardalinee accecato.  Un vero calvario, pronti via e quello sbruffone di Van Basten ci aveva gia' dato una lezione senza precenti.

Alla seconda non si riempiva il pub. Nonostante le brocche di birra Yuengling a profusione si notava un certo scoramento fra il pubblico tifoso presente, forse gia' rassegnato ad un'uscita prematura degli azzurri, che invece giocavano la loro miglior partita degli europei. Ci provavano e riprovavano ma alla fine si salvavano solo grazie ad una  prodezza di Buffon con l'unico rigore miracolosamente parato in carriera, per la disperazione dei 2 tifosi rumeni presenti che avevano tirato avanti a jagermeister, cipolle fritte e scuregge radiattive.

La terza era imperdibile: nella valle felice la comunita' italiana e quella francofona convivono in discreta armonia fra feste dello eurclub, bevute, intrecci amorosi e partitelle a calcetto.  A cementare l'amicizia, le lacrime francesi di due estati fa, quando nello stesso bar di oggi il canto di "Tre-ze-guet, Tre-ze-guet" venne zittito dal liberatorio rigore dell'eroe del nostro mondiale, Fabietto Grosso (la pacata reazione dei tifosi presenti allora in questa immagine d'archivio del "Daily Collegian").

ciaofranceNoi non vediamo l'ora di rivivere quei momenti, ed effettivamente la sfiga delle gare precedenti ci abbandona; dopo 10 minuti Ribery s'infortunia, e poco dopo Toni fa la cosa piu' bella del suo europeo con un aggancio in area fantastico, e viene cosi' travolto dal malcapitato difensore blues: rigore ed espulsione, e per la Francia gli europei sono gia' finiti. Noi invece si prosegue con la dea bendata che ci ricompensa fino in fondo, con un'autogol nel secondo tempo eworld+cup+italy+3 soprattutto con una Romania senza piu' benzina che si fa battere senza lottare dall'Olanda, insomma, una giornata perfetta.

E cosi' si giunge ai quarti contro la Spagna, la tradizione e' favorevole ma non bastera'.  In difesa  soffriamo poco, ben protetti dalla diga a centrocampo, ma in avanti non ci siamo mai, si attacca in 2 contro 6 o con lanci di 50 metri sperando che accada qualcosa la' davanti.  Ma Toni, bersagliato dalla critica feroce degli avventori del bar (carretta, trattore, pachiderma gli apprezzamenti piu' gentili), e' in realta' troppo solo, non c'ha mai nessuno con cui fare l'uno-due, o che si inserisca o che gli porti via l'uomo, Cassano invece parte bene saltando spesso l'uomo ma poi tutto si spegne li', ma e' la squadra che manca, rinunciataria come troppo spesso accade, timorosa e senza mezza idea che non sia l'arrivare ai rigori, dove De Rossi che dopo Manchester non avrebbe dovuto tirare e Di Natale, che nei piani di Donadoni questo europeo doveva consacrare come campione, scelgono il lato sbagliato.  Il pub rimane aperto ma si svuota, e noi, dopo aver fatto i complimenti agli spagnoli, si torna a casa. Adios, Italia.
scritto da claudiopaga 22:22 | commenti


mercoledì, giugno 11
 
Visioni "Sweded", Be kind, rewind, 2008

bekindrewind-robocop
Ero ancora un giovane universitario quando con Max e qualche altro disperato al lunedi sera ci si trovava per un grappino al bar prima di partire per il cinema Gloria  per la visione di uno dei film della rassegna de "I Lunedi del Gloria". Erano altri tempi, l'inter cambiava allenatore 3 volte all'anno, ero magro e capellone, ormai adesso la rassegna non c'e' piu', e non c'e' piu' neache il cinema Gloria a dir la verita',  a me e' venuta la pancetta e i capelli corti ma ancora mi ricordo tanti di quei film; ce n'erano da ogni dove (con una predilezione per la Corea e la Russia) e di ogni tipo, alcuni bellissimi e alcuni memorabili per la loro bruttezza o pallosita' (che poi e' la stessa cosa, cio' non toglie che un film brutto possa comunque essere un'opera d'arte di fondamentale importanza per la storia del'uomo etc. etc...). 

Molto spesso poi avevo la sensazione, forse amplificata dal grappino del bar e dal whiskey che prendevamo all'ingresso, che questi film del Gloria fossero sopratutto una specie di testimonianza dei loro rispettivi registi, che ci dicevano: "Ecco, io il cinema lo faccio cosi', perche' cosi' e' come mi piace farlo". A volte cio' era addirittura dichiarato esplicitamente, come per Festen, un film che mi aveva molto impressionato (ero facilmente impressionabile data la mia giovane eta'), il primo ad essere girato seguendo a puntino un manifesto noto come "Dogma 95", ideato da quel mattacchione di Lars Von Trier e da Vinterberg, che di Festen e' il regista, che definiva per filo e per segno una serie di regole da seguire per ottenere la purezza filmica negata dai troppi effetti speciali e dalla costosa post-produzione.

Be kind, rewind e' una specie di "Dogma 95" messo in pellicola.  Film frizzante e super-godibile (Jack Black, un attore-icona negli stati unitii ne e' il principale e pazzoide protagonista), racconta le avventure di due improvvisati registi, "costretti" a rigirare storiche pellicole quando a causa di uno strano incidente tutti i VHS della videoteca dove lavorano vengono smagnetizzati.  I film vengono cosi' "Sweded", Svedesizzati, rigenerati con i pochi ma efficacissimi mezzi  a disposizione dei nostri eroi, ma miracolosamente ottengono uno strordinario successo fra i bizzarri clienti della videoteca, salvandola di fatto da un probabile  fallimento. Dallo stesso regista che nel 2004 ci aveva regalato quella perla di "ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND", Be kind, rewind e' un film sull'amore per il cinema inteso come espressione sincera e spontanea, come gioco e divertimento.

Ma ora, a grande richiesta, the moment you've all been waiting for, le mie infallibili previsioni su Euro 2008: la superlodata Olanda e' in realta' la piu' scarsa degli ultimi 20 anni e non passera' il turno; prima nel girone sara' la francia e la Spagna verra' eliminata in semifinale; vittoria finale per la Germania in finale sul Portogallo.
scritto da claudiopaga 23:46 | commenti (1)


mercoledì, giugno 04
 
Visioni Hollywoodiane, Sex and the City & Indy 4

sarah-jessica-parker-print-ad-satc-ccDomenica sera ho sperimentato in prima persona la ricompensa che attende nell'aldila' i martiri kamikaze delle brigate di Al Aqsa, o come diavolo si chiamano: una sala cinematografica impregnata dell'odore di pop-corn al burro, strapiena di vergini (e non) che a te non badano affatto perche' completamente assorte nella visione di Sex and the City (2 ore e mezza, cazzarola!).

Qualche episodio del telefilm penso l'abbiano visto un po' tutti, e il film e' in pratica una megapuntata dove si provano vestiti da sposa, si acquistano anelli di diamanti, si scelgono scarpe e si regalano borsette firmate, ci si sposa, si va in vacanza, ci si separa, ci si rimette assieme e cosi' via.

Visto il successo strepitoso della pellicola (almeno nelle sale USA) sarebbe interessante capire il perche' Carrie Bradshop piaccia cosi' tanto alle donne. Io ho provato ad indagare con una personale ricerca sociologica alla fine del film ma ho ottenuto solo risposte vaghe e poco convincenti. Immagino quindi che dietro cotanta passione ci sia qualche segreto femminile che non e possibile svelare, o forse e' la stessaindiana_narrowweb__300x467,0 impossibilita' che c'e' nel provare a spiegare ad una donna della bellezza di un dribbling di Messi o di una cavalcata (con tunnel) di Maicon.  A conferma che il film e' pensato per sole donne gli uomini non ci fanno una gran figura, fra chi mette le corna e poi si pente, l'eterno indeciso che a 50 anni ancora non sa cosa fara' da grande e quello che pensa solo a palestra e trombate.  In conclusione, il film di Sex and the city non causera' scene d'isteria collettiva ma non e' neanche una gran delusione, a differenza dell'ultimo episodio di Indy Jones, il kingdom of the crystal skull.

Indy 4 ha secondo me un grave difetto: e' il quarto della serie.  Del fenomeno Indiana Jones si e' scritto e discusso all'infinito, del professore-ricercatore si sa tutto, e' ormai un "mito" della cinema, non solo di quello d'avventura.
Ma l'avventura vive di tensione ed imprevedibilita', che pero' mancano del tutto in quest'ultimo capitolo della saga. Il film manca di brillantezza, un po' come l'inter fi fine stagione, e finisce per diventare un pastrocchio fra prologhi improbabili, viaggi intorno al mondo, astronavi, alieni custodi della conoscenza che tutti vorrebbero ma la cui brama porta inevitabilmente alla (auto)distruzione, insomma i soliti temi triti e ritriti del genere fantascientifico/avventuroso.  L'ultimo Indy avvincera' solo i cultori e i fan della serie, che sono comunque tanti.
scritto da claudiopaga 00:24 | commenti (2)


sabato, maggio 31
 
Letture atletiche. FUTBOL, Osvaldo Soriano

osvaldoAlla classica domanda del libro da portare su un'isola deserta io probabilmente risponderei Dostoevsky, I Karamazov o Delitto e Castigo, o magari Il Maestro e Margherita di Bulgakov.  Ma non rimpiangeri neanche la scelta di un libro di storie di calcio, come questa bella raccolta di racconti di Soriano,  che quando ancora era una giovane promessa, forte e prolifico centravanti, subi' un grave infortunio che gli costo' la carriera calcistica e gli fece cominciare quella altrettanto prolifica di giornalista sportivo e narratore.

Se siete come me, che di storie di calcio ne potrei leggere a palate, questo libro vi piacera'.  Io me lo son portato in vacanza, lo leggevo sulle spiagge della Jamaica fra una nuotata e una sigaretta al tabacco impoverito, mentre prendevo il sole mi faceva pensare ai campetti polverosi dell'Argentina, o a quelli in altura del Peru', a partite mitiche e senza fine, a fantastici personaggi, ad infallibili rigoristi.  I racconti di Soriano sono cosi', ti parlano dell'animo dell'uomo come i piu' bei romanzi russi, e con in piu' il carico di passione ed ironia tutta sudamericana che viene dall'amore per il calcio e per la vita.
scritto da claudiopaga 17:34 | commenti


venerdì, maggio 30
 
I have a dream

paris-hilton-sucks-707009Ieri sera ero al pub per una serata in compagnia con degustazione di raffinate birre belghe quando ci raggiunge anche quella gnocca di Paris Hilton.  Lei e' in tenuta sportiva, pantaloncini rosa cortissimi e maglietta del centenario dell'inter, ma con al posto dello scudetto la foto di Materazzi. Poi purtroppo mi son svegliato.

Pero' dopo aver letto l'infamante comunicato stampa d'esonero del mancio ho un altro sogno: quanto mi piacerebbe svegliarmi domattina con tutta la dirigenza dell'inter dimissionaria, o in pensione, o in missione di pace in afghanistan, qualsiasi cosa, basta che si levassero dalle palle.  Eh lo so, piu' improbabile della Paris Hilton in versione interista.
mancio3
E' molto semplice, Mancini ci piaceva perche' andava in tv a sfanculare moggi e la sua cricca; era uno di noi. Poi sbagliava le partite e le formazioni facendoci incazzare, pero' dopo anni di catastrofi lui all'ultima curva, nonostante tutto e tutti, non ha sbandato, e per questo gli saremo eternamente riconoscenti. Il Mancio era un interista, voi del comunicato siete dei piccoli moggi, dei meani, dei galliani: delle scuregge.
scritto da claudiopaga 17:46 | commenti


mercoledì, maggio 28
 
Diario di viaggio

Son tornato in italia di sabato, ho preso il Malpensa Express per arrivare a Saronno, dove pioveva e la stazione era invasa da studenti che ridono e pendolari che dormono.
Ho preso la focaccia che mi manca da matti, ma non c'era quella alle cipolle, forse meglio cosi' che erano solo le 8 di mattina.
Sono andato all'addio al celibato a mangiare salame e cinghiale e a bere buon vino, sono entrato in Svizzera che pioveva e senza carta d'identita' ma non sono riuscito ad entrare al Privilege di Lugano perche' non sono una donna.
pine1Sono andato al bar e ho visto l'inter giocare da vincente, contro una squadra scarsa ma su un campo da battaglia, con Ibra, il mio dio delle piccole cose,  entrato in campo con la splendida missione di scaraventare la palla in quell'angolino dove neanche buffon sarebbe arrivato.
Ho preso la macchina e sono andato a far baldoria sul lungo lago a Como, un amico interista mi ha chiamato per continuare la festa a san Siro ma avevo gia' una cena in programma con BelaLugosi  a cui non potevo mancare.
Ho preso l'aperitivo in piazza a Cantu', dove i pericolosi immigrati nordafricani si ritrovano la sera a discutere delle qualita' delle loro 4 mogli e d'investimenti in bond argentini.
Ho visto Vespa e Santoro ma non ho capito chi fosse Vespa e chi Santoro, Veltroni diceva che avrebbero fatto opposizione ai clandestini e al reato di clandestinita' mentre DiPietro non si capiva cosa volesse dire che non riesce a mettere 3 parole in fila.
Dei Rom ho capito che nessuno li vuole ma nessuno puo' cacciarli che son tutti italiani, percio' verranno tutti assunti in nero per costruire 10 centrali nucleari in 5 anni, 200 discariche  e 500 carceri per ospitarli.
Sono andato in Veneto a trovare una splendida coppia di amici, lei dell'Ecuador e lui di Mestre, gli si allaga sempre la casa e hanno 2 figli bellissimi che ho tenuto in braccio, gli ho letto la storia di Sandokan e fatto entrare nelle pozzanghere con la bicicletta.  In Veneto mi sono perso, ho traversato campagne e paesini dai nomi particolari, Cappella, Cappelletta, Altino, Quarto D'Altino, Marocco e Zero Branco, vecchie cascine abbandonate, piccole piazze con chiesa al centro, il bar-gelateria a destra e il giornalaio (o il fruttivendolo) a sinistra.  pine2
Sono andato in Pinetina a vedere i ragazzi allenarsi, per poco Maniche non investiva un bambino col suo Lamborghini, Balotelli invece arriva accompagnato dai suoi amici che non ha ancora la patente.  La Pinetina era piena di bambini tutti in nerazzurro e c'era Scarpini con la troupe di Inter channel. Han fatto corsa e poi slalom con cross, ma dalla sinistra e nessuno era capace, ma il Mancio non era preoccupato, forse gia' pensava alla liquidazione.
Mi son messo in giacca e cravatta, pioveva e son andato al matrimonio, la sposa splendida e' arrivata in Land Rover e ora e' a fare il safari in Sud Africa.  Il ricevimento era sulla via per Bergamo, una cascina ristrutturata dove fanno il vino, le colline con le viti che sembrava fossimo in Toscana, che buono il risotto e ottimi i formaggi.
Domenica mattina ha smesso di piovere e son ripartito per Philadelphia, fra letture, cruciverba e un sudoku in un amen ero tornato.
scritto da claudiopaga 20:38 | commenti (4)


mercoledì, maggio 14
 
Comiche visioni - Death at a funeral (2007)

inside_deathatafuneralCosa c'e' di piu' tipicamente british humor che il racconto di un morto ad un funerale? La cosa mi sembra cosi' lampante  che mi sorprende non l'abbiano pensata prima, o forse c'avevano gia' pensato ed e' solo una delle mie evidenti lacune di cultura generale oltre che cinematografica, dovrei tornare a studiare alle superiori (non che mi dispiacerebbe, anche se al mio istituto tennico c'era un'imbarazzante assenza di gnocca.)

La trama: e' morto il patriarca, e i familiari, i parenti piu' o meno stretti, gli amici e ed ex colleghi si ritrovano alla casa di campagna per l'ultimo addio al defunto.  Il film e' uno spassoso susseguirsi di paradossi, situazioni imbarazzanti, doppi sensi e rivelazioni "sorprendenti", e pero' non possiede la brillantezza e la felice trama  di "Quattro matrimoni e un funerale" ne' la cattiveria e la profondita' di "Six feet under". 
L' atmosfera british e'  la caratteristica piu' riuscita e piacevole della commedia, le gags sono divertenti ma troppo slegate  e cosi' il film non decolla mai veramente. Esilarante e' la parte dell'amico di famiglia che per errore arriva al funerale sotto l'effetto di un mix di allucinogeni, ma personaggi come il prete, la madre o il figlio scrittore di successo espatriato a New York rimangono purtroppo solo delle macchiette troppo banali. 

L'insindacabile
giudizio:  buone le premesse ma la pellicola non mantiente le promesse, il film rimane un divertente collage di pezzi che non si incastrano mai troppo bene assieme.
scritto da claudiopaga 20:56 | commenti